“Altri stermini di massa. I nuovi campi di concentramento”

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La Nostra società si è sviluppata secondo due grandi linee dell’era post industriale e pseudo capitalista. Pseudo perché ormai il capitalismo ha superato se stesso, e lo stesso Marx non saprebbe come catalogare l’atteggiamento della produzione del capitalista che ha perso i limiti della crescita esponenziale dei consumi e della produzione oltre che del possesso delle risorse e della proprietà intesa così come unica merce del potere, anche sostituendo quello politico. La prima grande linea dello sviluppo della società dunque è appunto dettata dalle esigenze del benessere o dell’apparente benessere proposto dai sistemi di comunicazione studiati dallo pseudo-capitalismo e che spingono le masse al consumo con immagini, filosofie e messaggi più o meno evidenti ma sempre accattivanti e fuorvianti. Mi vengono alla memoria le trasmigrazioni di miserabili su bastimenti improvvisati che dall’Albania, solo dalle immagini ricevute in TV dal’lItalia pensavano all’Eldorado, trovando ahimè solo sofferenza e fame sulle strade del confine.
Una seconda grande e devastante linea di sviluppo è invece dettata da un altro sistema di “vendita” ovvero l’auto vendita, la vendita di se stessi. La filosofia del “tutto ha un prezzo” ha trasformato ogni singolo individuo in una meretrice pronta a vendersi, a cedere se stessi per il raggiungimento di un obiettivo. Qualcuno, a dire il vero, di questo antico mestiere, la prostituzione ha pensato fosse una disgrazia, e ne ha subito o ne subisce i disagi, qualcun’altro invece, che lo ha ribattezzato “scorciatoia”, usa la sua vendita per obiettivi sempre legati al raggiungimento dell’apparente benessere o del potere del possesso. Dunque le due grandi linee, sboccano come due affluenti in un solo grande fiume, il fiume del CONSUMO. Uno legato alla minutaglia commerciale, l’altro all’esproprio delle anime.
Il mio pensiero davanti a tutto questo spesso si volge all’indietro per pescare tra le pieghe della storia qualcosa di simile, mi vengono in mente i campi di concentramento nazisti e in analogia i nuovi campi di concentramento della cessione dell’individuo e della sua anima al capitale-potere-possesso perfettamente rappresentato dal nuovo massificante metodo di vendita che è l’invenzione dell’IPERMERCATO. Nei campi di concentramento nazisti, l’uomo veniva trasportato a forza, con deportazioni di massa, in condizioni disumane. Non bastava l’iscrizione “il lavoro libera” per rendere meno dura la fine di quegli esseri umani destinati allo sterminio, e da quei campi di concentramento e di sterminio programmato non era facile uscirne se non da morti, forse.
Se dovessi pensare ad una iscrizione da mettere all’ingresso di un IPERMERCATO, penserei ad esempio a “Acquistare libera”, un posto dove tutti vogliono o vanno, facendo grandi file e volontariamente entrano per abbuffarsi gli occhi di tutto quel lerciume prodotto, e dal quale qualcuno trae beneficio, direttamente e indirettamente. Un posto dal quale la gente non vuol venire più via, e dentro il quale ormai gli hanno sterminato l’anima.

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