Il martirio DI Santo Stefano. Tra I morti del Ghana

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Dagli Atti degli Apostoli 6,8-7,2a.44-59
Il martirio di Stefano

Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei «liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell\’Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: «Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè».
E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
Gli disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?». Ed egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto (Es 25,40). E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli (Gs 3,14-17) che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe (1Re 8,17); Salomone poi gli edificò una casa (2Sam 7,13). Ma l\’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d\’uomo, come dice il Profeta:

Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?
(Is 66,1-2)

O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo (Es 32,9); come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l\’avete osservata».
All\’udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell\’uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.

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La carità pelosa… Ovvero BUON NATALE

David, GérardBUON NATALE

di Eugenio Maria Falcone

Buon Natale a tutii gli uomini e donne, e in particolar modo a tutti coloro che nella vita, non hanno mai messo in discussione se stessi. Che non hanno mai dubitato delle loro qualità, elargendo solo poco del loro superfluo nella notte Santa, o presso uno dei tanti baracchini sulla strada della Notte, dove a dir loro si acquista beneficenza o si fa beneficenza, tutto a favore delle loro anime.

Buon Natale a tutti i seri professionisti, e in  particolar modo ai dottori, i medici o i Professori, che credono di essere a posto con la coscienza solo perché la scienza ha i suoi limiti, ma forse per salvare qualche vita sarebbe bastato non chiudere il cellulare dopo le ore prestabilite dell’orario di ricevimento, o ancor peggio quando a questo si sposa la grande inadeguatezza o ignoranza della “scienza” alla quale si scaricano sempre tutte le responsabilità e spesso si ha “poca cura” delle persone. Per questi SIGNORI, questi giorni sono tutta un’attesa. Attendono i regaloni che la miseraglia umana, certi di un beneficio, elargiscono presso le loro case, ricche di volgari quanto pessime chincaglierie, traboccanti di piccole cose di pessimo gusto, e che giungono copiosi. Che dire agli uomini di fede, che riempiono le chiese in questa Notte, e si comunicano col SIGNORE, almeno una volta l’anno. Sono a posto con la coscienza e se pur la loro notte sembra innalzarli verso i solenni canti, pomposi e latini, in realtà li lancia nel baratro della sicumera e baldanzosa superbia infernale.

Un pessimo Natale invece auguro

a tutti coloro che soffrono, che languiscono nella fame, negli ospedali abbandonati, a quanti che nelle loro baracche, o tende, o cantine, ammucchiati perché miserabili e umili, e a tutti gli esseri umani che dalla loro sofferenza troveranno la LUCE che questa NOTTE SANTA realmente è venuta a portare.

La pazienza di Giobbe…

GIOBBE – 3

1Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno.
2Prese a dire:
3«Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: “È stato concepito un maschio!”.
4Quel giorno divenga tenebra,
non se ne curi Dio dall’alto,
né brilli mai su di esso la luce.
5Lo rivendichino la tenebra e l’ombra della morte,
gli si stenda sopra una nube
e lo renda spaventoso l’oscurarsi del giorno!
6Quella notte se la prenda il buio,
non si aggiunga ai giorni dell’anno,
non entri nel conto dei mesi.
7Ecco, quella notte sia sterile,
e non entri giubilo in essa.
8La maledicano quelli che imprecano il giorno,
che sono pronti a evocare Leviatàn.
9Si oscurino le stelle della sua alba,
aspetti la luce e non venga
né veda le palpebre dell’aurora,
10poiché non mi chiuse il varco del grembo materno,
e non nascose l’affanno agli occhi miei!
11Perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
12Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e due mammelle mi allattarono?
13Così, ora giacerei e avrei pace,
dormirei e troverei riposo
14con i re e i governanti della terra,
che ricostruiscono per sé le rovine,
15e con i prìncipi, che posseggono oro
e riempiono le case d’argento.
16Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bambini che non hanno visto la luce.
17Là i malvagi cessano di agitarsi,
e chi è sfinito trova riposo.
18Anche i prigionieri hanno pace,
non odono più la voce dell’aguzzino.
19Il piccolo e il grande là sono uguali,
e lo schiavo è libero dai suoi padroni.
20Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha amarezza nel cuore,
21a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,
22che godono fino a esultare
e gioiscono quando trovano una tomba,
23a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio ha sbarrato da ogni parte?
24Perché al posto del pane viene la mia sofferenza
e si riversa come acqua il mio grido,
25perché ciò che temevo mi è sopraggiunto,
quello che mi spaventava è venuto su di me.
26Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo ed è venuto il tormento!».

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