Che miseria e non misericordia? L”uomo figlio dell’errore e non di Dio?

  • Secondo gli scienziati gli esseri viventi si sono sviluppati da un unico meccanismo genetico. Questo meccanismo è evidente, almeno per quel che riescono a capirci, nel genoma. Tutti gli essere viventi animali, che siano vertebrati o semplici batteri hanno una serie identica del genoma. Confrontando le ossa del cranio di diversi esemplari di mammiferi gli scienziati trovano le radici di ognuno pur tuttavia riconoscendo che le ossa del cranio sono dello stesso numero e vanno, con le dovute varianti, a costituire le varie parti del cranio in maniera uguale a tutti. Quindi un cane una scimmia, una balena, un ippopotamo ecc. hanno gli stessi ossi occipitale, frontali, mascellari ecc… Sempre per gli scienziati in realtà l’evoluzione non é altro che un risultato di un’infinitá di errori che hanno variato le specie viventi e le razze umane, pur riconoscendo l’unitá identica per numero e posizione dell’intera catena del genoma. In sintesi siamo tutti derivanti da un unico ceppo posizionato all’incirca nel nordafrica o nella cosiddetta mezzaluna fertile. Indiani, cinesi, eschimesi, americani (apache, chochoni, ecc…) derivano dagli eschimesi che a loro volta in epoca glaciale si sono trasferiti attraverso i ghiacci sullo stretto di Bering . A quanto pare solo gli americani (cioè Whashinton, Lincon, e altri della costituzione americana dopo la dichiarazione dell’indipendenza) appartengono ad una civiltà aliena, tipo extraterrestri venuti a popolare il mondo. Ma di questo gli scienziati per la loro serietà tacciono. E dire che fior di filosofi, di religioni non fanno altro che affaticarsi per trovare una discendenza divina all’uomo e a tutte le sue cose. Francamente pensare che siamo frutto di errori perenni mi sconforta un po’ cioè potevamo essere delle gelatine, o delle flatulenze, o dei rutti. Oppure semplici vermi,o ectoplasmi o chessoio… Di fatto qualcuno, che possa essere frutto di errori qualche sospetto ce lo fa sorgere. In realtà scienziati brancolano nel più che buio. Di giorno in giorno le loro convinzioni si spostano, così come sul microcosmo anche nel macrocosmo. Le infinitesime parti dell’uomo sono esattamente come le infinite parti dell’universo che una volta si allarga, una volta implode, una volta esplode, una volta é visibile, una volta invisibile, esattamente come appare l’infinito della materia animata e non. Se qualcuno dovesse fare una scelta da che parte stare, in termini di discernimento sulle cose umane, sarebbe davvero confuso, e soprattutto perché viene fuori l’idea che l’uomo è il risultato di errori, sbagli e nemmeno da considerare atti al miglioramento della specie. perché dalla concezione dell’errore come costruzione delle cose ne deriva l’annullamento dei valori positivi ( era meglio essere ectoplasmi o flatulenze o così come siamo?) e tutto diviene sviluppo della miseria della materia, e non come atto di misericordia divina che ha reso la materia viva che pur decomponendosi alla luce e all’aria lascia un segno tangibile della sua presenza, col suo operato, con la sua azione e con la sua grandezza di essere libera e consapevole. Quando penso all’uomo e alla natura che ci circonda, così com’è mi viene in mente la scena di un film di J Huston “La Bibbia”. La scena della creazione e del paradiso terrestre, quando Dio indica l’albero del bene e del male alle sue creature, l’albero della sapienza dal quale doveva non mangiare mai i suoi frutti, simbolo della sapienza divina e della conoscenza di Dio sulle cose. Quell’albero, inquadrato in una totale, era rappresentato come un grande albero frondoso, attaccato ad un tronco solido che si ficcava nel terreno. Quelle fronde, piene di frutti e di stupore era la rappresentazione di un cervello umano, diviso in due lobi e così chiaramente ed anatomicamente rappresentato con la sua conformazione. Dio (o la natura per chi si sente scienziato) ha realizzato la protesi nell’uomo per giungere ad un solo obiettivo, la comprensione dell’incomprensibile. Per gli evoluzionisti, capire che non vi é alcun limite nella comprensione non li rende stupiti? Che lo stupore sia una prerogativa solo dell’uomo non li fa almeno gioire, davanti a questa misera vita di errori a catena? Che Dio possa aver i realizzato un infinito di stupore come “corredino” per questi esseri che non nascono da un insieme di cellule che si sono accoppiate e sviluppate, prima durante e dopo la nascita della ragione, così come prima durante e dopo il concepimento della vita all’interno di una coppia? Una prova della bontà di questi ragionamenti, che spostano dalla parte di Dio circa lo sviluppo delle cose, può benissimo essere questa: l’uomo si è sviluppato in miliardi di anni, l’uomo attuale si sviluppa all’interno di un altro essere simile che è la madre (che è donna), ad opera del padre ( che è uomo). Esso si sviluppa in un tempo, nove mesi di norma. Il tempo poi lo fa crescere e morire. Le cose che apparentemente non hanno vita ( o almeno così a noi pare), continuano ad esserci. Di noi resta solo il nostro stupore, oltre che lo stupore degli altri per quel che abbiamo fatto o non fatto sulla terra. Se Dio ha permesso l’evoluzione in miliardi di anni per raggiungere lo stupore consapevole nell’uomo perché non possiamo considerare l’evoluzionismo come creato da Dio così come ha creato il tempo dell’uomo che nasce, cresce, si riproduce e muore? Ne deriva così una concezione divina della stessa evoluzione organizzata per la sua eternità, partendo da una pianificazione spazio-temporale derivanti dall’amore e dalla misericordia di Dio e non dalla miseria della casualità finita delle cose e dell’uomo. La differenza mi appare molto vantaggiosa.

    Eugenio Maria Falcone l’Editore

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  • Cominciano a scarseggiare gli ex Partigiani… adesso si che gli italiani…

    Cominciano a scarseggiare gli ex Partigiani… adesso si che gli italiani…

     

    Da quando cominciano a scarseggiare gli ex partigiani, cominciano a mancare garanzie per la scelta del Capo dello Stato. La dice lunga questa cosa, visto l’iter politico italiano degli ultimi decenni e delle attuali non possiamo affermare oltre che come volevasi dimostrare in Italia ogni personaggio non è altro che il prodotto della propria vicenda personale e ciò che in maniera lecita o illecita rappresenta. Dunque conoscendosi a vicenda ognuno è contro l’altro. Si prospettano tempi bui… per l’Italia che oggi più che mai manifesta le grandi incapacità della democrazia decentrata…