Stefano Landi – La passacaglia della vita

Oh come t’inganni se pensi che gl’anni non hann’ da finire, bisogna morire.
È un sogno la vita che par sì gradita, è breve gioire, bisogna morire.
Non val medicina, non giova la China, non si può guarire, bisogna morire.
Non vaglion sberate, minarie, bravate che caglia l’ardire, bisogna morire.
Dottrina che giova, parola non trova Che plachi l’ardire, bisogna morire.
Non si trova modo di scoglier ‘sto nodo, non val il fuggire, bisogna morire.
Commun’è statuto, non vale l’astuto ‘sto colpo schermire, bisogna morire.
La morte crudele a tutti è infedele, ogn’uno svergogna, morire bisogna.
È pur ò pazzia o gran frenesia, par dirsi menzogna, morire bisogna.
Si more cantando, si more sonando la Cetra, o Sampogna, morire bisogna.
Si muore danzando, bevendo, mangiando; con quella carogna morire bisogna.
I Giovani, i putti e gl’Huomini tutti s’hann’a incenerire, bisogna morire.
I sani, gl’infermi, i bravi, gl’inermi tutt’hann’a finire, bisogna morire.
E quando che meno ti pensi, nel seno ti vien a finire, bisogna morire.
Se tu non vi pensi hai persi li sensi, sei morto e puoi dire: bisogna morire.

Dedicato a tutti gli uomini e donne, di tutte le età. Giovani, adolescenti, adulti e anziani. La morte è inesorabile, l’unica cosa davvero giusta in questo mondo.

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