Comincio a pensare che la pena di morte non è un gran male…

Mi riferisco a pensare alla pena di morte come “ultima ratio” ma che francamente non mi dispiace, o meglio, non mi dispiace più… parto da queste considerazioni che prima pensavo come negative per l’essere umano:

PARTE TERZA LA VITA IN CRISTO
SEZIONE SECONDA 
I DIECI COMANDAMENTI
CAPITOLO SECONDO
«AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO»
ARTICOLO 5 IL QUINTO COMANDAMENTO
« Non uccidere » (Es 20,13).
« Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio”. Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22).

2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 1

nota:
(177) Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 56: AAS 87 (1995) 464.

Vi dirò il mio pensiero tra breve…!

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La cosa peggiore non è bestemmiare dio…

Mi rendo conto che la cosa peggiore nel bestemmiare dio, non è la bestemmia in se stessa,  ma l’idea che nella bestemmia ci sia sempre un’idea radicata e profonda di dio. Pur nell’accezione della negatività permane il senso di dio. Un cristiano non riesce a diventare ateo davvero. Lo sarà quando non avrà più bestemmiato dio ma solo imprecato contro se stesso e contro l’uomo, assai più “manchevole” che dio, se esistesse davvero.

Si può essere minorenni e assassini?

Mi sono sempre chiesto se il concetto di “minore” sia un’invenzione del mondo occidentale legata ad una convenzione sociale, giusto per organizzare la vita civile, con delle regole ben precise, o se realmente la presunta “incapacità di intendere in maniera reale, concreta e coscenziosa”, non fosse davvero solo presunta. Negli Stati Uniti, in alcuni paesi dove vige la pena di morte, è stata abbassata l’età appunto a sedici anni. cioè un minore che ha commesso efferato delitto può essere condannato a morte…
Questa cosa mi lascia pensare molto, e davvero intensamente…

Dio cura i tumori a chi si scopa l’infermiera…?

Vi voglio raccontare una storia pazzesca, per nulla verosimile ma vera!
Un giorno andai nel mio solito fornitore, potevano essere gli anni (omissis). Chiesi di Z. (omissis) e mi dissero che non c’era. Avevano tutti una faccia davvero truce, qualche dipendente donna piangeva stringendo il fazzoletto tra i denti. Io a dire il vero mi preoccupai, dato che una reazione così si ha quando c’è una brutta notizia, tipo la morte improvvisa o giù di li’… Non capivo davvero, poi alle mie domande incalzanti finalmente uno dei lavoranti mi racconto: “a Z. gli hanno trovato un cancro nei reni… ed è partito d’urgenza per operarsi…”
“Cazzo…-dico io” e me ne andai quasi senza respirare.
Il tempo passò, e l’aria intorno era la stessa. Vidi svolazzare pianti, rosari, santini di Padre Pio e altri, ma non avevo il coraggio né di chiedere né di farne solo fiato.
Un giorno al solito orario per continuare il lavoro vidi che l’atmosfera era davvero anzi decisamente cambiata. Sorrisi, auguri… strette di braccia e mani… insomma avevo capito che c’era una buona notizia. Ed era esattamente così. Il lavorante mi comunicò che a giorni Z. sarebbe tornato, tutto era andato bene. DIO è grande dissi… stupenda notizia e sicuramente le preghiere avevano fatto breccia nei preziosissimi cuori di Gesù Giuseppe e Maria e forse pure di Padre Pio.
Passarono almeno una decina e tornato incontrai il caro Z. raggiante, galoppante e osannato, col suo bell’occhio sguincio smaliziatamente ammiccante attraverso quelle due lenti a fondo di bottiglia che indossava ed esibendo un sardonico sorriso di compiacimento. “Oh che bello  rivederti qui…” dissi con sincera contentezza.
Lui continuò quella sua pantomima di buontempone miracolato e ostentando tronfio una certa sicumera (come direbbe Totò), mi  prese da parte  e mi raccontò.
Era stato diagnosticato un cancro alle ghiandole surrenali, era partito per l’operazione con a seguito moglie, cognata e figlia. Il Professore, che lui ora considera un  padre, mi raccontò lo prese appunto come un figlio e l’operazione la volle fare lui di persona personalmente (come direbbe Catarella di Montalbano).
Io gli chiesi allora quanto aveva sofferto, e lui mi ribadì “Ma chi ddici (che dici)” mi raccontò che fu un gioco da ragazzi… grazie al professore che lo ha “Sbutatu fino ai vuredda (lo ha svoltato fin le budella)… e poi mi ricusiu arreri (e mi ha ricucito di nuovo)…” Io feci presente allora le sofferenze dei suoi cari, di sua moglie… Lui mi raccontò che sua moglie sua figlia e sua cognata erano sempre nella cappella a pregare Padre Pio e “a Maruonna…” piangendo. “E tu…?” chiesi io… lui mi rispose:
“io m’addivirtivu si un fusse pi l’operazione… ( mi sono divertito se non fosse stato per l’intervento…). Mi raccontò con quella sua pantomima da malato celebrale, che prima di operarsi aveva conosciuto un’infermiera e mi disse:  “un pezzu i sticchiu… A sira quannu era di turno si facìa assignari a mia. Poi na sira, prima ri l’operazioni, ca me mugghieri e me cugnata eranu morti ru scantu e priàvano Patri Piu nna cappella, zittu tu zittu iu accuminciò e nni ficimu na bella cavarcata… -ridendo a squarcia gola- un si sapi mai ca avia a moriri… almeno s’avia scupatu stu beddu muntuni.” (non traduco…).
E giù risate… Poi continuò
“Patri Piu nni fici u miraculu e puri u prufissuri…”.
Rimasi attonito. Per diverse settimane e ancora oggi continuo a domandarmi  se lo ha salvato la fede della moglie e dei cari o la bravura del professore o semplicemente grazie alla fortuna. Comunque sia ‘l’idea che dio possa aver miracolato un pezzo di merda mi sgomenta più che qualsiasi altra soluzione.

Eugenio Maria Falcone l’Editore Ⓒ 2015

PS: Inventare storie assurde è la cosa più reale che possa esistere….

A Bagheria ci sono professori (ex) mooooolto ma moltoooo più bravi!

Avrile Lavigne piange...
http://video.corriere.it/video-embed/770754ec-1f49-11e5-be56-a3991da50b56

Povera Avril Lavigne…

Povera Avrile… ma in confronto i tuoi medici che non capiscono un cazzo son dei principianti. Li vuoi mettere al confronto con i nostri di Bagheria? Angina pectoris, scambiata per nervosismo, embolo ischemico per sciatica (ahimè fatale), ipossia per depressione, noduli tiroidei (dopo 15 anni non operato carcinoma scarsamente differenziato), per noduli non pericolosi, da non togliere (ahimé fatale), broncopolmonite per tumore, colite per sciatalgia, depressione per demenza senile, sconpenso cardiaco dopo bypass e ipossia con relativo accumulo d’acqua, come miglioramento. Irritazione cutanea sotto mammaria a petecchie reazione allergica a cumadine, come “ma che fa signora si gratta?” (cardiologa amica pagata presso ospedale pubblico intramoenia. Edema polmonoare (ahimé fatale), curato con antibiotico come bronchite… and so on… e tutto in questa amena BAGHERIA… e Palermo ( ma tutti baarioti tranne uno). Baarioti si nasce, come Guttuso, Tornatore e qualche altro…