La mafia della scuola

Da un po’ di tempo a questa parte, mi sono reso conto che il sistema mafioso, della vendetta, del rancore, del crimine e del ricatto si è trasferito e materializzato definitivamente nella scuola. Malgrado gli sforzi del governo, mi rendo conto che la “Buona scuola” non sarà mai raggiunta se non si introdurrà il reato penale all’interno dei comportamenti scorretti di docenti, dei dirigenti scolastici e degli alunni, e se minorenni per i loro genitori o intestatari dell’affidamento. Per deleggittimare un docente scomodo o “rompiscatole”, perché non abbassa gli obiettivi di anno in anno, o perché non appartiene al partito di potere che ha fatto nascere una scuola in un posto più o meno rappresentativo del territorio, giusto per fare becera politica di scambio e di mercificazione delle cattedre per gli “amici”, i sistemi sono esattamente uguali a quelli di cosa nostra. Docenti messi al posto giusto monitorano i colleghi scomodi e nella filiera dell’assunzione, a partire dalle graduatorie (per fortuna ex GAE), studiano come demolire o defenestrare per inserire gli amici degli amici. Ovvio motivo. Controllo del sistema clientelare. Spesso questi docenti si nascondono dietro una moltitudine di interessi volti alla legalità, al controllo sociale, o al volontariato benefico. Non c’è miglior maniera per poter dare agli altri del “mafioso” o del “comportamento scorretto”. Spesso pilotano i comportamenti e le reazioni degli studenti, perlopiù minorenni, facili prede del “passi senza far nulla”.
Nella filiera dell’ex graduatoria mi sono visto dimezzato punteggi pieni di anni di lavoro. Mi sono visto consegnare proteste o accesso agli atti addirittura da docenti facenti parti della “filiera” mafioso-scolastica, che dalla quinta posizione in graduatoria dopo la prima mia, hanno di fatto tentato di regalare cattedre per gli “amici degli amici”.
La scuola o meglio la “buona scuola” l’anelo eccome. Spero che Renzi dia un’occhiata a queste mie riflessioni, che faccia delle approfondite analisi territoriali. Che trasformi la scuola in IMPRESA. Che i docenti, vecchi e nuovi divengano autori di crescita e di avanzamento sociale. Che i docenti diano dimostrazione triennale dei loro obiettivi raggiunti, e quelli dei loro studenti, che dovrebbero essere ciò che dovrebbero saper fare una volta usciti dalla scuola. Che se non lo sanno fare, o non lo hanno fatto vadano a fare altro, docenti e allievi. Che le dirigenze politiche diano risposte precise allo stato che investe i soldi di ognuno di noi, che non possono, né devono andare nelle tasche degli amici degli amici che in laboratorio multimediale non sanno nemmeno aprire un PC, creando di fatto un grave danno allo stato, alla scuola, agli alunni. Chi sbaglia paghi, anche penalmente, anzi forse solo penalmente!
Questa scuola è ciò che si manifesta in molti posti, e dalle nostre parti ce ne stanno parecchie.

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