Le mie riflessioni frivole su facebuuk… quando c’ero!

IO: Il comunismo ha toppato perché realmente non ha mai abolito il concetto di proprietà privata che dovrebbe, per essere realmente efficace, essere esteso anche alla proprietà privata non solo dei beni di produzione. La rivendicazione è la base della lotta (prima di classe ora per la proprietà). La lotta è sintomo di inciviltà. La civiltà è una continua tensione verso l’altrui (che non è proprietà).

UNO: Risposta: Siamo, allora.. molto lontani dalla civiltà… Finchè il denaro e il possesso rappresentano le chimere del nostro tempo i concetti di “mio” e “tuo” prevaricano sul concetto di “nostro”. Ma altrui, nel mio vocabolario, significa “dell’altro”. Se vogliamo uscire dalla forma mentis che indica comunque una proprietà, forse è meglio parlare di “alterità” come atteggiamento di curiosità, attenzione e rispetto verso l’altro comunque diverso da me. Ecco perchè il comunismo come il capitalismo hanno toppato. Al centro del primo c’è ciò che la comunità dovrebbe avere, al centro del secondo c’è cio che l’individuo deve avere… Non ciò che la comunità e l’individuo dovrebbero “essere”.

IO: … io sto attento al concetto di “alterità” inteso come riconoscimento della “differenza” perché sul concetto di differenza si applica il concetto di “rivendicazione”. La rivendicazione è l’inizio del riconoscimento dell’alterità dunque la lotta, in esso insita, è manifestazione di una alterità come “appartenenza”. L’appartenenza include il concetto di proprietà (che sia o collettiva o privata poco conta dato che l’una confluisce inevitabilmente nell’altra), la proprietà significa libertà di possedere (in maniera diversa l’uno dall’altro che inevitabilmente rivendica), dunque l’alterità intesa come “riconoscibile” significa far parte “di”, fare parte “di” significa escludere, dunque siamo alla rivendicazione dell’appartenenza “a”. Come allora non considerare sin dalla storia dell’uomo e in qualche modo riconoscere nei comportamenti “estremi” dell’appartenenza come legittimi? (si aprirebbero dunque i capitoli della razza, della forza, del colore, delle origini più o meno divine e così via…).
IN PRATICA PER ESSERE CIVILE NON BISOGNEREBBE notare la differenza perché intesa normalità da non riconoscere perché inglobata nella mia visione dell’altrui…

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