Pena di morte…? Incredibile

Chi se lo aspettava, dopo la spilla “APRIAMO I PORTI” ora pure “PENA DI MORTE”, incredibile, una cosa del genere, in realtà dovevamo immaginarcelo, dato che l’Articolo 2267 del Catechismo della Religione Cattolica ne autorizza l’uso, pur…

Bha non ci si capisce più nulla… ma come la Chiesa? portavoce della Lieta Novella, la vita eterna, il dovere all’accoglienza, il diritto di nascita contro l’aborto… insomma possibile mai?

In realtà questa seconda foto è una facke foto, si falsa, ma non per questo meno efficace, non foss’altro per mettere in evidenza una delle stranezze dell’ufficio marketing del Vaticano. Recita – “Perchè guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” (Luca 6,41) –

E poi che facce toste invece che cancellare definituvamente l’articolo si sono limitati a cambiarne la forma in maniera direi maldestra ed ambigua in particolare sono passati da questa forma:

2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 1

nota:
(177) Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 56: AAS 87 (1995) 464.

A questa forma:

2267 La pena inflitta deve essere proporzionata alla gravità del delitto. Oggi, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessità di pena di morte «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti» (Evangelium vitae). Quando i mezzi incruenti sono sufficienti, l’autorità si limiterà a questi mezzi, perché questi corrispondono meglio alle condizioni concrete del bene comune, sono più conformi alla dignità della persona e non tolgono definitivamente al colpevole la possibilità di redimersi.

Facendola diventare di fatto una specie di “pena adeguata ad essere inflitta”.

Insomma MARKETING e basta…