Qualcuno mi spieghi cosa significa questo articolo 2267…

Qualcuno mi spieghi cosa significa questo articolo 2267...

PARTE TERZA LA VITA IN CRISTO
SEZIONE SECONDA 
I DIECI COMANDAMENTI
CAPITOLO SECONDO
«AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO»
ARTICOLO 5 IL QUINTO COMANDAMENTO
« Non uccidere » (Es 20,13).
« Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio”. Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22).

2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 1

nota:
(177) Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 56: AAS 87 (1995) 464.

 

Forse ho capito qual’è il problema…!

http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_negli_Stati_Uniti_d’America

Può essere…?

Il martirio DI Santo Stefano. Tra I morti del Ghana

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Dagli Atti degli Apostoli 6,8-7,2a.44-59
Il martirio di Stefano

Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei «liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell\’Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: «Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè».
E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
Gli disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?». Ed egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto (Es 25,40). E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli (Gs 3,14-17) che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe (1Re 8,17); Salomone poi gli edificò una casa (2Sam 7,13). Ma l\’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d\’uomo, come dice il Profeta:

Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?
(Is 66,1-2)

O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo (Es 32,9); come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l\’avete osservata».
All\’udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell\’uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.

Maledetti compagnucci della parrocchietta

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Maledetti compagnucci della parrocchietta
di Eugenio Maria Falcone

Tempi d’impegno cattolico cioè trenta, forse quaranta anni fa. La piccola cittadina di provincia, ad alta densità mafiosa ed ecumenica, produceva e forniva ogni anno quantità di agrumi di ogni pezzatura, tipo e qualità utili non solo al mercato nazionale ma addirittura al mercato internazionale americano europeo e persino con l’URSS comunista. Ai tempi della guerra super fredda la cittadina col suo savoir faire metteva d’accordo comunisti e capitalisti d’oltre oceano, bastava il profumo… Arrivavano puntualmente al porto del Porticello navi russe con tanto di simbolo falceemartello URSS e dentro o appena sulla battigia, giravano strani tipi biondi, con giubbotti da marinaio. Le stive vuote erano pronte per i carichi di limoni, mandarini e arance dolci dolci. Vedere quelle navi con quegli strani simboli e quelle lettere illeggibili stampate era davvero un’emozione forte. I nostri limoni arrivavano, attraversando i mari, in terre lontane, e ancor più irraggiungibili per la nomea d’inferno che l’allora Democrazia Cristiana assieme alle forze del liberismo americano avevano affibbiato ai paesi socialisti. Pure Ignazio, ogni tanto assieme ai limoni si faceva qualche viaggetto come i limoni in quei paesi-inferno, magari qualcuno solo sulla carta o nella leggenda. Tutto sembrava crescere a proliferare. Le campagne della conca d’oro finivano sulle cartoline e pian piano i limoni e gli agrumeti divenivano pezzi di città in espansione e cementificazione selvaggia smontando le montagne adiacenti. Qualche nobile se la svignava e qualche intellettuale comunista comprava, e qualche volta manco pagava. Tempi d’impegno economico quello, le coperative agricole, finite in mano a pochi spregiudicati “imprenditori”, rasero al suolo l’economia agricola e misero in ginocchio gli agricoltori che volenti o nolenti dovevano cedere ai ricatti dello “scafazzo”. I camion giravano più volte e più volte entravano i soldoni dell’Europa, ancora non molto unita, ma già ben collaudata! Ma come si dice in ambiente agricolo “gira e rigira il cetriolo va sempre al culo dell’ortolano…”.
Tempi di politica quelli. Il PCI alla stessa stregua della DC forgiava giovani pronti nell’impegno sociale, civile e ideologico.
Nacquero i circoli, del cinema, delle parrocchie, e dei partiti.
Eravamo già negli anni ’70 e nelle parrocchiette si faceva a gara per il numero dei praticanti. Si faceva a gara per esempio con associazioni, gli scout, cattolici ovviamente. Mi ricordo un giovane grassone che in pratica passò tutte le fasi dello “gnosticismo”, fino al “seminariato” e al “presbiteriato”, ma con una precedente aspirazione da farmacista, che seminava il panico tra i giovani maschi. Alla semplice domanda di entrare in gruppo l’ingenuo quanto incauto discepolo doveva sottoporsi all’agogna, goliardicamente sevizia, della “Salatina”, Un rito atto alla castrazione del senso dell’Io. Si prendeva in gruppo il malcapitato e abbassate le brache e mutande si irroravano i genitali con le miglior sozzure o quanto tra le mani capitava loro. La mistura adatta era il SALE… ma poteva essere alcool, sabbia, letame ecc. Il grassone, che di sera seviziava e di giorno dava l’ostia (povero me…), era lo spauracchio.
Alla riunioni di un gruppo interno alla parrocchietta, che si chiamava “pre-caritativo” (non ho mai capito che significasse, perché o uno fa carità o non la fa, quindi pre che significava? Forse di preparazione?) di fatto davanti a pensieri da commentare, tipo “L’uomo è una canna battuta dal vento” venivano fuori le beghe tra giovani che si sputtanavano perché s’erano fidanzati tra loro e per gelosia gli uni gli altri se ne dicevano di tutti i colori davanti un Don assopito che sortiva «Son contento vi siete ora chiariti…», mortificando Pascal e chi stava li per lo spirito, invece di mandarli a cagare e dire che la Chiesa non è un luogo per ruffiane… Per non parlare dei compagnucci della parrocchietta in odore di mafia, magari rispettati e incaricati formalmente per le questioni di “giustizia”. Poi magari qualcuno lo trovavano morto, o non lo trovavano proprio più.
Poi c’era la classe dei compagnucci di buona famiglia. quelli che poi divennero PROFESSORI e altro, che ora quando li consulti ti ascoltano come se ti stessero facendo un piacere e se non hai più merce di scambio puoi anche crepare abbandonato in un reparto di chissà quale ospedale, perché una cosa è la carità una cosa è una “camurria”. Gli stessi si iscrissero alle confraternite del santo protettore e assieme alle varie professioni più o meno umili, li trovi sotto la “VARA” a sorreggere il peso dell’intera processione per il Santo e l’intero peso della beneficenza abbondantemente ostentata dal superfluo loro, povero santo.
E ancora, in classe, che faceva capo all’intera comunità giovanile della parrocchietta, dal pianista-organista, all’ultimo cantore, al figlio di… ,o la sorella del…, un buon padre faceva lo psicologo. Classe mista al liceo. Maschi e femmine. Capitò che un giorno domandasse sulla masturbazione, e da tutti ebbe la risposta che anelava, tra le paonazze gote di vergogna di ognuno di noi. Povero il padre che dall’americano importato nella classe da poco, ebbe «Non mi è mai capitato…». Non era possibile caspita!
Eh cari compagnucci della parrocchietta. Mancai trentanni, al mio ritorno consapevole di un’altra forma, e quella vera di DIO, della cosciente quanto unica maniera di essere SUO, ahimè potrò dire che poco siete cambiati. Magari non vi siete mai spostati dalla parrocchietta. Io sono andato via trentanni ma sono tornato e l’ho trovato. Voi non vi siete mai mossi ma non lo avete mai nemmeno immaginato. Però forse sto giudicando… e non è cosa giusta. Ma non lo è nemmeno seviziare, e tacere per non turbare magari le moltitudini che siamo abituati a vedere nei templi… magari a Pasqua, Natale e feste comandate.